14 marzo 2011

Rubare

Rubare è fondamentale, è la seconda cosa che fai quando poggi la matita sul foglio.
O il pennello sulla tela. O quel che è.
La prima è mentire spudoratamente.
E questo è assodato.
Poi si può dire "ispirarsi" invece che rubare e "interpretare" o "dare la propria visione della realtà" invece che mentire, ma l'atto rimane fondamentalmente il solito. Anzi, conferirgli il sano cinismo della quotidianità lo rende più attraente.
La cosa interessante è che sia così naturale, spontaneo e dovuto in, esempio, pittura, mentre per altre discipline, certamente non meno artistiche, possa sembrare screditante: sono ancora li che si chiedono se improvvisare sia solo la rielaborazione schematica di materiale acquisito e sedimentato oppure se sia effettivamente un atto creativo (così mi dicono. A proposito: grazie).

Ma questi sono furti da maestri, tipo Lupin o la banda Ocean's, mentre non sono neanche al livello dei Soliti Ignoti. Fattostà che per agevolarmi l'operazione hanno aperto una libreria per bambini vicino casa, dove ho trovato questo:



La vittima non è stato il negozio ma sarà presto la dolce illustratrice Rebecca Dautremer che mi ha servito per 20 euro 205 pagine di materiale prezioso...più che un furto una truffa, assolutamente dovuta.

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